CODING E PENSIERO COMPUTAZIONALE

 

Che cos'è il pensiero computazionale

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L’ espressione “pensiero computazionale” fu introdotto dalla scienziata informatica Jeannette Wing nel 2006 per indicare un insieme di procedure  attuate da un esecutore, che opera nell'ambito di un contesto prefissato, per raggiungere degli obiettivi assegnati.

E’ un processo mentale per la risoluzione di problemi costituito dalla combinazione di metodi caratteristici e di strumenti intellettuali, entrambi di valore generale. In altri termini il pensiero computazionale è un processo logico-creativo che consente di scomporre un problema complesso in diverse parti, più gestibili se affrontate una per volta. Trovando una soluzione a ciascuna di esse è possibile risolvere il problema generale. La soluzione, inoltre, sarà talmente generica, da riuscire a  riutilizzare quel ragionamento e quel procedimento ogni volta che ci troveremo ad affrontare un problema analogo.

E’ un processo tutt’altro che arido e schematico e non è legato soltanto e semplicemente all’informatica come molti sono portati a pensare. In realtà, è un concetto molto più ampio: è un’abilità (come scrivere, leggere e fare calcoli) che permette di acquisire elasticità mentale e sviluppare capacità di pensiero che contribuiscono all'apprendimento e alla comprensione. E’ una capacità trasversale che va sviluppata il prima possibile, non è solo per informatici e programmatori. Considerato che il pensiero computazionale è un modo di pensare, il carattere di trasversalità ha il suo centro sugli obiettivi e sugli oggetti di studio, sulla trasferibilità dei suoi concetti fondamentali in diversi contesti didattici, sull’essere strumento intercambiabile.

Già con il Piano Nazionale Scuola Digitale – Azione #17 e ora con le  Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo,  pubblicate dal MIUR il 27 febbraio 2018, il pensiero computazionale entra a pieno titolo nel curricolo degli istituti scolastici come uno tra gli strumenti culturali per la cittadinanza nell’era del digitale. Il pensiero computazionale è per tutti: Vivendo in un mondo che cambia, si trasforma, evolve sempre più rapidamente, oggi più che mai, è necessario “imparare a imparare”. E’ essenziale, cioè, acquisire un atteggiamento di lifelong learning, ovvero, una attitudine mentale “elastica” che permetta di affrontare problemi ogni volta diversi così come richiesto dalla nuova era del digitale

Pensiero computazionale e Coding

Il legame tra questi due concetti sta nel fatto che il coding è la palestra del pensiero computazionale consentendo di apprendere le basi della programmazione informatica in modo pratico e divertente. Attraverso questo strumento didattico è possibile conoscere le basi della programmazione informatica,  “dialogare” con il computer,  impartire alla macchina comandi in modo semplice e intuitivo.

Il segreto sta tutto nel metodo: poca teoria e tanta pratica.

Le attività di coding sono sufficientemente versatili, ricche e immediate da poter essere applicate alla pratica didattica in ogni disciplina e in ogni ordine di scuola, con il duplice beneficio di contribuire allo sviluppo del pensiero computazionale e di applicarlo alla comprensione della disciplina oggetto dell’attività. La pratica del coding potenzia il pensiero computazionale e permette di farlo in qualunque ambito disciplinare, non necessariamente in informatica e matematica, in altre parole il coding è per tutti.

Quali strumenti per il Coding

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Il coding può essere realizzato con  diversi strumenti didattici. Il più semplice è la  programmazione visuale, sperimentata a scopo ludico e didattico, che attraverso una serie di giochi interattivi all’interno di un’interfaccia di tipo visuale, utilizza blocchi o oggetti grafici sullo schermo. A ciascun blocco corrisponde un’azione, una linea di codice che non ha bisogno quindi di digitazione ma che i blocchi siano spostati e assemblati tra di loro nell’ordine necessario. Basta muovere o assemblare i mattoncini tra di loro – nell’ordine necessario a raggiungere un certo obiettivo. Questo è il funzionamento di Scratch, un linguaggio di programmazione per il coding e la robotica educativa che permette di creare giochi e animazioni senza dover scrivere una sola riga di codice. Anche la piattaforma Code.org, online e gratuita,  offre la possibilità a docenti e bambini dai 4 anni in su di seguire corsi di coding strutturati in modo progressivo, divisi per fasce di età e livello di difficoltà.

Il coding non è in ogni caso strettamente collegato alla strumentazione informatica pertanto è  possibile presentare attività “unplugged”che non prevedono l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche.  Ad esempio CodyRoby è un gioco “unplugged” basato sulla programmazione e sull’interpretazione di semplici sequenze di istruzioni elementari. Cody è un programmatore che impartisce istruzioni, Roby è un robot che le esegue. Le istruzioni sono carte da gioco, i programmatori (Cody) sono i giocatori, i robot (Roby) sono pedine mosse dai giocatori su una scacchiera, o bambini coinvolti in attività motorie lungo un percorso. Inoltre,il MIUR, in collaborazione con il CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), ha avviato il progetto Programma il Futuro con l’obiettivo di fornire alle scuole una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili per formare gli studenti ai concetti di base dell'informatica.

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